← Tutte le guide
Guida

Oro ereditato: tasse, successione e come venderlo

Hai ereditato lingotti, monete o gioielli d'oro? Come entra nella successione, quali tasse paghi quando vendi e perché la documentazione cambia tutto.

Redazione OroAtlas · 4 ottobre 2026· 8 min

L’oro ereditato fa parte dell’eredità e va considerato nella dichiarazione di successione. Se poi vendi lingotti o monete, paghi il 26% sulla plusvalenza, calcolata partendo dal valore dichiarato in successione e non dal prezzo pagato a suo tempo dal defunto. Per questo il modo in cui l’oro viene indicato in successione pesa molto sulle tasse che pagherai dopo.

Oro da investimento e gioielli: due regole diverse

Prima di tutto bisogna capire che cosa hai ereditato, perché il fisco tratta in modo diverso due categorie.

  • Lingotti e monete d’oro. Per il TUIR (Testo unico delle imposte sui redditi) sono “metalli preziosi allo stato grezzo o monetato” (art. 67, comma 1, lettera c-ter). Se li vendi con un guadagno, paghi un’imposta del 26% sulla plusvalenza. Quasi sempre rientrano anche nella definizione di oro da investimento della legge 7/2000.
  • Gioielli. Collane, anelli, orologi e oggetti in oro lavorato non sono oro “grezzo o monetato”. Quando un privato vende i propri gioielli usati, in genere non si genera una plusvalenza tassabile: Il Sole 24 Ore ricorda che dal prelievo è esclusa la vendita di metalli preziosi in forma di gioielli. Per vendite ripetute o di importo elevato fai comunque una verifica con un commercialista.
Lingotti e monete Gioielli
Entrano nella successione Sì Sì
Tassa sulla plusvalenza quando li vendi 26% In genere no
Documenti da conservare Dichiarazione di successione, certificati Utili per dimostrare la provenienza

L’oro nella dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione è regolata dal D.Lgs. 346/1990 (Testo unico sulle successioni), modificato dal D.Lgs. 139/2024. I punti principali:

  • va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso;
  • non è obbligatoria se l’eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta (figli, genitori), ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende immobili;
  • dal 1° gennaio 2025 l’imposta la calcolano gli eredi stessi (autoliquidazione) e va pagata entro 90 giorni dalla presentazione (fonte: Investireoggi, 7 febbraio 2025).

L’imposta di successione si paga solo oltre le franchigie fissate dall’articolo 7 del D.Lgs. 346/1990:

Chi eredita Aliquota Franchigia per erede
Coniuge e parenti in linea retta 4% 1.000.000 €
Fratelli e sorelle 6% 100.000 €
Altri parenti fino al quarto grado e affini 6% nessuna
Altri soggetti 8% nessuna

Per molte famiglie l’oro non fa pagare imposta di successione, ma indicarlo resta importante: il valore dichiarato è il punto di partenza per le tasse quando venderai.

C’è poi una regola particolare. L’articolo 9, comma 2, del D.Lgs. 346/1990 presume che denaro, gioielli e mobilia valgano il 10% dell’asse ereditario, anche se non dichiarati, salvo un inventario analitico che dimostri un valore diverso. La Cassazione (sentenza n. 31806 del 5 dicembre 2019) ha chiarito che i valori di questi beni dichiarati dagli eredi sono compresi nel 10%, non si aggiungono. Non è chiaro, invece, se lingotti e monete possano rientrare nella voce “gioielli”: proprio perché il loro valore servirà in futuro come costo fiscale, valuta con chi prepara la dichiarazione se indicarli in modo specifico, con quantità e valore.

Un ultimo adempimento: secondo le FAQ della UIF (Unità di informazione finanziaria, Banca d’Italia, aprile 2022), in caso di successione gli eredi devono dichiarare alla UIF il trasferimento di oro da investimento, ciascuno per la sua quota, se supera la soglia. Dal 17 gennaio 2025 la soglia è di 10.000 euro (comunicato UIF sul D.Lgs. 211/2024). Fai verificare a un commercialista se l’obbligo ti riguarda.

Quanto paghi quando lo vendi

Se vendi lingotti o monete ereditati, paghi un’imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza, cioè sulla differenza tra prezzo di vendita e costo fiscale. “Sostitutiva” significa che non si somma ai tuoi altri redditi. La plusvalenza va indicata nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo (quadro RT del modello Redditi o quadro T del 730). Tutti i dettagli sono nella nostra guida alla tassazione dell’oro.

Un esempio, solo per capire il meccanismo:

  • valore delle monete indicato in successione: 8.000 €;
  • prezzo di vendita qualche anno dopo: 11.000 €;
  • plusvalenza: 3.000 €, imposta al 26%: 780 €.

Il problema del costo d’acquisto mancante

Chi eredita oro raramente trova le fatture d’acquisto. Per l’oro ereditato, però, la legge non guarda al prezzo pagato dal defunto. L’articolo 68, comma 6, del TUIR dice che, in caso di acquisto per successione, si assume come costo il valore definito o, in mancanza, quello dichiarato ai fini dell’imposta di successione. Per la donazione la regola è diversa: vale il costo sostenuto da chi ha donato.

Le fonti concordano su questo punto quando l’oro è stato indicato in successione. Il problema nasce quando l’oro non compare nella dichiarazione: per esempio perché la successione non è stata presentata (eredità esonerata) o perché lingotti e monete sono stati considerati solo dentro la presunzione del 10%. In questi casi le indicazioni divergono:

  • alcune guide parlano di un costo che si “aggiorna” automaticamente al valore di mercato alla data del decesso;
  • la norma, però, fa riferimento al valore “definito” o “dichiarato”: se un valore dichiarato non esiste, c’è il rischio che il fisco consideri il costo non documentato. In quel caso l’articolo 68, comma 7, lettera d, del TUIR fa calcolare il 26% sull’intero prezzo di vendita.

Non abbiamo trovato un chiarimento ufficiale dell’Agenzia delle Entrate su questa situazione. Prima di vendere oro ereditato che non è stato indicato in successione, parlane con un commercialista: può valutare se e come presentare una dichiarazione integrativa o modificativa.

Come ricostruire il valore alla data della successione

Il valore da indicare è quello dell’oro alla data di apertura della successione, cioè alla data del decesso. Per ricostruirlo in modo documentato:

  • fai un inventario: numero di lingotti e monete, peso, purezza, marchio del produttore, numero di serie;
  • conserva i certificati che accompagnano i lingotti e le eventuali confezioni sigillate;
  • chiedi una stima scritta a un operatore professionale, riferita alla quotazione dell’oro alla data del decesso;
  • tieni copia di tutto insieme alla dichiarazione di successione: sono i documenti che ti serviranno quando venderai.

La stima va fatta sulla data esatta del decesso, non su quella di oggi (che trovi in quotazione oro oggi).

Vendere: a chi rivolgersi e cosa chiedere

Per lingotti e monete i canali principali sono i banchi metalli e gli operatori professionali in oro, iscritti nel registro tenuto dall’OAM. Il riacquisto avviene di solito con un piccolo sconto sul valore dell’oro contenuto: per esempio, il listino Bolaffi Metalli Preziosi del 3 ottobre 2026 riacquista lingotti da 100 g, sterline, marenghi e Krugerrand al 98% del valore dell’oro contenuto. I “compro oro”, che fondono il metallo, applicano margini più alti: secondo una stima di OroAtlas, basata sull’esperienza di operatori del settore, tra il 10% e il 20%, più spesso intorno al 15%. Per i gioielli il compro oro resta spesso l’unica strada. Confronta gli operatori nella pagina sui banchi metalli.

Prima di vendere chiedi:

  • se l’operatore è iscritto al registro OAM degli operatori professionali in oro;
  • il prezzo di riacquisto, in percentuale sulla quotazione del giorno;
  • se servono documenti (in genere documento d’identità, codice fiscale e, utile, la dichiarazione di successione);
  • il pagamento con bonifico, che lascia traccia dell’incasso;
  • una ricevuta con data, descrizione dell’oro e prezzo: ti servirà per la dichiarazione dei redditi.

Domande frequenti

Devo pagare tasse appena eredito l’oro? Paghi l’imposta di successione solo se la tua quota supera la franchigia prevista per il tuo grado di parentela (art. 7, D.Lgs. 346/1990). La tassa sulla plusvalenza scatta solo quando vendi.

Il costo fiscale è il prezzo pagato da mio padre o il valore in successione? Il valore definito o dichiarato in successione (art. 68, comma 6, TUIR). Il prezzo pagato dal defunto conta invece in caso di donazione.

Ho trovato monete d’oro dopo aver presentato la successione. Cosa faccio? Parlane con un commercialista: potrebbe essere necessaria una dichiarazione integrativa o modificativa, utile anche per fissare il costo fiscale in vista di una vendita.

Questo contenuto ha finalità informativa e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale.

Quanto costa oggi il tuo prossimo lingotto?

Confronta i prezzi di lingotti e monete tra i venditori autorizzati, con spedizione inclusa e ricarico sulla quotazione.

Confronta i prezzi →